- Le parole chiave negative impediscono agli annunci di comparire per ricerche non pertinenti.
- Il report dei termini di ricerca è la fonte principale per trovarle.
- Esistono corrispondenze diverse anche per le negative.
- Vanno riviste con regolarità, soprattutto nelle prime settimane.
Indice dell'articolo
Su Google Ads paghi per ogni clic. Se il tuo annuncio compare per ricerche che non c'entrano con la tua offerta, ogni clic è denaro sprecato. Le parole chiave negative sono lo strumento più semplice per evitarlo, e spesso uno dei più trascurati.
Cosa sono
Una parola chiave negativa indica a Google per quali ricerche non mostrare gli annunci. Se vendi corsi di formazione a pagamento, aggiungere "gratis" come negativa evita di pagare clic di chi cerca corsi gratuiti. Se offri un servizio, aggiungere "lavoro" o "stipendio" evita i clic di chi cerca un impiego nel tuo settore.
Perché sono indispensabili
Con le corrispondenze più ampie, oggi molto usate insieme alle offerte automatiche, Google mostra gli annunci anche per ricerche correlate. È un vantaggio per raggiungere più persone, ma senza negative il budget si disperde su ricerche con poca intenzione di acquisto.
Come trovarle
Il report dei termini di ricerca
È la fonte principale. Mostra le ricerche reali che hanno attivato gli annunci. Controllalo ogni settimana nei primi mesi: ordina per costo e cerca i termini che spendono senza convertire o che sono chiaramente fuori tema.
Ricerca preventiva
Prima di lanciare la campagna prepara un elenco di partenza con termini che sicuramente non ti interessano: gratis, fai da te, lavoro, corso (se non vendi corsi), usato, nomi di concorrenti se non vuoi comparire per loro, zone geografiche non servite.
I tipi di corrispondenza delle negative
- Generica: blocca le ricerche che contengono tutte le parole, in qualsiasi ordine.
- A frase: blocca le ricerche che contengono la frase esatta, nello stesso ordine.
- Esatta: blocca solo quella ricerca precisa.
A differenza delle parole chiave normali, le negative non includono automaticamente varianti come plurali o errori di battitura: vanno aggiunte a mano quando servono.
Organizzarle in elenchi
Gli elenchi di parole chiave escluse si creano una volta e si applicano a più campagne. Una buona organizzazione prevede elenchi per tema, ad esempio "ricerca di lavoro", "gratuito e fai da te", "zone non servite", così è facile mantenerli aggiornati.
Gli errori da evitare
- Escludere termini troppo generici e bloccare ricerche utili.
- Non controllare mai il report dei termini dopo il lancio.
- Usare le negative per correggere una struttura confusa invece di riorganizzare le campagne.
Le parole chiave negative non sostituiscono una buona strategia, ma sono il primo intervento quando un account Google Ads spende molto e converte poco.
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Domande frequenti
Le parole chiave negative funzionano anche su Performance Max?
Google ha introdotto la possibilità di escludere parole chiave anche nelle campagne Performance Max, con alcune limitazioni. Conviene verificarne le opzioni nell'account.
Ogni quanto aggiornare le parole chiave negative?
Ogni settimana nelle prime fasi di una campagna, poi almeno una volta al mese.